Hermann Nitsch

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La musica del teatro o.m.

la nuova forma, il gesamtkunstwerk, non-additiva, concepisce l’evento reale come atto o corso degli eventi. utilizza il suono dell’evento naturale come mezzo di comunicazione musicale o acustica. l’estasi dell’aberrazione, degli istinti che irrompono, della soddisfazione senza remore dei desideri provocata dall’eccesso dionisiaco, necessita del suono, vuole il rumore. lo squartare sadomasochistico i cadaveri di animali scuoiati e la carne cruda e umida delle interiora è accompagnata da rumore estatico.

Il colore come più intima questione della pittura

la notte, in cui la luce è ampiamente assente, ci riporta indietro nel buio del grembo materno (nella notte vegetativa del grembo materno che l’esperienza dell’occhio conosce a stento), più profondo ancora, ci porta nella non esistenza dei nostri 5 sensi, nel non essere nati né concepiti, nel nirvana, nel NULLA. l’intera creazione, tutti i suoi fenomeni scintillanti sono immersi nel nulla.

L'evoluzione della mia pittura

già molto presto il colore mi stava a cuore.
la pittura è questione di colore, la brace del colore negli antichi maestri, soprattutto in el greco e rembrandt riusciva a entusiasmarmi, così come i colori chiari e luminosi come il sole degli impressionisti fino al presente. in musica il colore si esprime attraverso l’armonia. un’arte sonora del colore nasce dalla prima polifonia, attraverso bach, la cromatica di tristano e il bollente suono della scuola di schönberg, fino al presente.

Immagini colorate

un’arte che si dedica a dare forma direttamente alla realtà (in presenza di ambiti di realtà per lo più già formati), partendo ancora dalla pittura doveva concepire il colore già come sostanza, come pasta spalmabile, come liquido da schizzare e versare. la tonalità cromatica era inessenziale. ho rinunciato alla molteplicità dei colori in favore del rosso che segnala la carne e il sangue. sulle mie superfici è stato scaraventato il colore della carne, della passione, dell’eccesso dionisiaco e della croce.

La pittura e l'O.M. Theater

quella sensibilità che è sostanza, e che mi affascinava, l’ho vista realizzata nei pittori informali. loro facevano su una superficie pittorica ciò che io volevo fare nel teatro. improvvisamente volevo riempire di pittura le pareti del mio teatro. sognavo superfici imbrattate, insudiciate. tutte le sostanze che utilizzavo nel teatro dovevano scorrere sulle pareti. sangue mestruale, pus, cera bollente, sterco di vacca, urina dovevano colare e gocciolare in abbondanza. chiazze di muco dovevano essere sbattute e schizzate al muro.

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