Un Museo per Hermann Nitsch a Napoli

Il Museo Archivio Laboratorio per le Arti Contemporanee Hermann Nitsch, situato nel pieno centro storico di Napoli, è il risultato di un più vasto progetto della Fondazione Morra che prevede la nascita di un centro di documentazione e ricerca a partire dal lavoro di uno dei più importanti protagonisti dell’arte contemporanea internazionale, l’artista austriaco Hermann Nitsch, la cui ricerca ha portato alla creazione di una complessa e drammatica opera di arte totale (Gesamtkunstwerk) cominciata alla fine degli anni ‘50 del 900 con la creazione del Teatro delle Orge e dei Misteri. Il teatro di Nitsch è composto di quattro imprescindibili elementi che si compenetrano tra loro: gli scritti teorici e le poesie, la creazione di monumentali composizioni musicali, una vastissima produzione pittorica - la pittura d’azione, i progetti architettonici utopici, la grafica concettuale - e le dettagliatissime partiture. Questi elementi sono il punto di partenza dai quali Nitsch arriva alla progettazione e alla finale esecuzione delle sue Azioni.
Il lavoro di Nitsch consiste in una continua stimolazione della sensibilità dello spettatore attraverso l’attivazione di tutti i sensi, basata sui fenomeni sinestetici, sull’esperienza, sulla sollecitazione di uno dei sensi per attivare di conseguenza tutti gli altri. Il pensiero di Hermann Nitsch è chiaramente carico di riferimenti alla psicoanalisi. Rompendo coi tabù religiosi e sessuali, l’opera di Nitsch stimola le sensazioni umane in modo quasi provocatorio ed offensivo attraverso un linguaggio composto di elementi forti già presenti nel linguaggio delle cerimonie ataviche e appartenenti alla mitologia, che riutilizza per le sue Azioni. Il misticismo legato al sangue utilizzato dal cristianesimo e la simbologia della passione non sono altro che un retaggio di ancestrali rituali votivi. Nella sua opera vi è un evidente riferimento ai protagonisti della tragedia greca. Nitsch parte sempre da temi simbolici quali la sconfitta, il peccato, la speranza, la redenzione, la vita e la morte e li evoca attraverso queste sue messe votive, dando vita ad un’esperienza sia fisica che mentale.
Nitsch lavora con un linguaggio visivo emotivamente molto forte, dice: “voglio così celebrare l’esistenza umana, (…) grazie all’arte, all’esperienza estetica, vorrei essere in grado di trasmettere emozioni forti, cercando così di celebrare la vita in modo profondo”.  Mettendo in relazione vino e sangue, carcasse di animali, uomini nudi, frutta e fiori, attraverso la musica del rumore, le grida umane, gli strumenti elettronici, la stimolazione di sentimenti opposti come gioia e dolore, l’Azione vorrebbe risultare un essenziale rito gioioso. L’acustica, gli effetti visivi, l’intesa stimolazione del senso olfattivo e del gusto, la forte provocazione tattile, dispiegano simultaneamente la loro potenza attraverso l’esperienza immediata dei partecipanti alle Azioni, i cui relitti composti da camicie impregnate di sangue, pianete, calici e barelle diventano installazioni ambientali. Questa costellazione di oggetti - come strumenti medici, cassettoni, teli disposti a terra - trasforma lo spazio espositivo in una sorta di luogo sacro, dove il visitatore rivive l’intenso e patetico senso dell’azione attraverso la tangibilità degli oggetti esposti. Mentre lo svolgimento delle Azioni può essere documentato solo tramite tecniche multimediali comunque in grado di rendere perfettamente la forza e l’esito del decorso dell’Azione, i relitti disposti in modo magistrale creano degli ambienti totalmente autonomi capaci di esprimere i fondamenti del pensiero di Nitsch, divenendo elementi imprescindibili del Teatro delle Orge e dei Misteri nello spazio tangibile.
Il Museo Nitsch è situato a Napoli in una grande ex centrale elettrica completamente ristrutturata, all’interno della quale sono state predisposte due sale principali che ospiteranno due installazioni di relitti correlate da una parte multimediale. Le installazioni si riferiscono alle Azioni che Nitsch fece tra il 1974 ed il 1996 nelle città di Düsseldorf, Napoli, Firenze e Trieste. Diversi lavori personali, alcuni esempi di grafica e disegni integrano le installazioni dando un soddisfacente quadro del mondo concettuale dell’artista. Diverse serie di foto e video documentano la produzione della performance azionista. In una sala, inoltre, sarà possibile ascoltare le composizioni musicali. All’interno del museo saranno allestiti una biblioteca e un archivio, che offriranno una documentazione completa degli scritti di Nitsch, di tutto il materiale su di lui pubblicato oltre che quello multimediale, rendendo possibile lo studio della filosofia e delle intenzioni estetiche dell’artista.
Con questo progetto per il Museo Nitsch, la Fondazione Morra, sulla base della sua missione di indagine e definizione dell’arte contemporanea sperimentale e di comunicazione visiva, inaugura una singolare istituzione che, per la peculiarità delle tematiche e per la sua locazione, diventerà sicuramente un punto di riferimento di rilevanza internazionale.

Jurgen Schilling