La musica del teatro o.m.

la nuova forma, il gesamtkunstwerk, non-additiva, concepisce l’evento reale come atto o corso degli eventi. utilizza il suono dell’evento naturale come mezzo di comunicazione musicale o acustica. l’estasi dell’aberrazione, degli istinti che irrompono, della soddisfazione senza remore dei desideri provocata dall’eccesso dionisiaco, necessita del suono, vuole il rumore. lo squartare sadomasochistico i cadaveri di animali scuoiati e la carne cruda e umida delle interiora è accompagnata da rumore estatico. il rumore è un elemento essenziale di una remota soddisfazione di desiderio fisico. quando ci si avvicina alla soglia del dolore, si produce il massimo di un rumore altamente intenso. l’orchestra consiste principalmente di percussioni, ottoni e strumenti a fiato di legno, strumenti da percuotere e strumenti che producono rumori di qualsiasi tipo. estatiche grida umane gutturali rappresentano un importante elemento di questa musica espressiva (naturalistica) ed intensificano l’evento, la manifestazione orgiastica. la forza di suoni mai sentiti prima, dovrebbe aggredirci e spaventarci. suoni vomitati e sputati da strumenti a fiato (tube, tromboni), gli strumenti producono rumore e le grida sono espressioni di aree represse. assalto, desiderio, rumori di guerra e brama di sesso, urli di battaglia, morte e rabbia, scalpitano per fuoriuscire da noi stessi. complessità di rumore che si libera dal nostro essere come unte, sanguinolente, tiepide, calde, morbide interiora che fuoriescono da una lacerazione.
la musica-rumore del teatro o.m. ha la capacità di rivelare ciò che è nascosto. tira fuori emozioni represse. tira fuori le sensazioni più profonde come avviene con lo svisceramento di un animale. il grido estatico scatena lanostra intera organizzazione psico-fisica, ripulisce i sensi stanchi dalle frustrazioni, immerge ciò che è umano in un’esperienza dei sensi completa. all’epoca delle prima opera di abreazione, nel 1961, avevo già esaminato la teoria del grido in maniera molto dettagliata.
nello spettacolo di abreazione, le azioni di abreazione sono costruite e sperimentate attraverso la liberazione estatica delle inibizioni. una regressione concentrata in stati psichici più subconsci dell’essere umano rivela i valori della tragedia, l’ancestrale stato di eccitamento, radicato nell’esistenza che si esprime nel grido, prima che nella parola. nella storia dell’umanità il grido è antecedente alla parola, sviluppatasi dal verso, dal grido dell’ accoppiamento.
il grido, rispetto alla parola, rappresenta un’espressione più immediata del subconscio, della sfera sensitiva. la necessità del grido si manifesta generalmente quando l’ES reclama i suoi diritti, quando va oltre il controllo dell’intelletto e gli istinti di base irrompono nella vitalità. uno choc di tormento, l’irrompere di un estremo piacere e qualunque situazione che determini una diminuzione del conscio, fanno esplodere il grido. le grida che derivano direttamente dall’estasi, nell’opera di abreazione, dovrebbero facilitare un’analisi dei nostri più profondi stati psichici. lo scopo è di mettere a nudo le regioni inconsce della nostra psiche attraverso l’eccitazione e le grida, rappresentando queste ultime l’immagine dell’eccitazione e di un voluto regresso in direzione degli stadi primitivi dell’essere umano. l’ego dell’essere primitivo era più strettamente all’animalesco-vegetativo dell’inconscio (come anche a mitico-religioso). la negazione della parola, questa ritorno nell’estasi del grido, è comunicazione con l’inconscio, una immersione consapevolmente analitica nell’inconscio. ci si affida all’ebrezza di leggi vegetative e spesso freneticamente dinamiche. ci si sottrae alla 'costrizione' dell’intelletto.